Coldiretti: questa la black list di cibi da evitare

black listArachidi coltivate in Cina, pesce proveniente dalla Spagna, pistacchi raccolti in Turchia. Sono solo alcuni dei prodotti che la Coldiretti ha di recente inserito nella “black list” presentata al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione. Tale lista è stata elaborata sulla base dei dati pubblicati nell’ultimo rapporto del Sistema di allerta rapido europeo (Rasff), un sistema di scambio veloce di informazioni istituito nel 2002 all’interno dell’Unione europea, che raccoglie tutti gli allarmi su alimenti, mangimi, materiali e oggetti a contatto con gli alimenti che presentano un rischio per la salute umana e/o animale.

Lista nera: ecco gli alimenti più pericolosi

Ci sono alcuni cibi, per la precisione cinque, che potrebbero comportare seri rischi sulla nostra tavola, e quindi andrebbero evitati. Attenzione al pesce spada e tonno, che provengono dal bacino iberico (lungo la costa atlantica): pare che contengano una quantità eccessiva di metalli pesanti, soprattutto mercurio e cadmio. Tali elementi contenuti nelle acque marine sia per cause naturali che per inquinamento ambientale possono essere pericolose per la salute, provocando disfunzioni renali, danni a carico dello scheletro e alterazioni dell’apparato riproduttore e neurologiche. Altri alimenti a rischio provenienti dagli Stati Uniti sono gli integratori e cibi dietetici, consentiti dalla legislazione americana, ma non autorizzati all’interno dell’Unione europea. In alcuni casi si tratta di sostanze dannose per la salute umana, come steroidi e anabolizzanti. Tali alimenti vengono impiegati per accrescere le prestazioni e la massa muscolare, ma possono risultare tossici per il fegato e causare effetti collaterali seri, come ipertensione, tachicardia, disturbi gastrointestinali, ansia e convulsioni. Anche la categoria della frutta secca ha fatto registrare allarmi circa la sua pericolosità sulla salute, soprattutto per quella proveniente da Cina, Turchia, Usa e Iran. In tutti i casi, il problema era costituito dalla presenza di aflatossine oltre i limiti consentiti. Sono scattati allarmi per contaminazioni microbiologiche (soprattutto da salmonella) per la carne di pollo proveniente da Paesi Bassi e Polonia. Altro cibo inserito nella black list stilata da Coldiretti è il peperone proveniente dalla Turchia. Pare che in questo paese si utilizzino pesticidi oltre il residuo massimo ammesso, e questo provoca gravi danni alla salute dell’uomo, aumentando il rischio di diversi tipi di tumore.

Come difendersi dai rischi alimentari

Cosa possiamo fare noi singoli consumatori per difenderci dal rischio connesso agli alimenti? Prima di tutto, è molto importante controllare l’origine del prodotto. Il che non significa conoscere solo il Paese di provenienza ma, se possibile, anche il produttore. In linea di massima, è sempre meglio preferire i prodotti italiani, che sono tra i più sicuri al mondo. E’ preferibile, poi, privilegiare gli allevamenti e i produttori che hanno ottenuto certificati di qualità o di produzione biologica. Se possibile, affidarsi a rivenditori di fiducia e/o ai produttori che praticano la vendita diretta: in questo caso, infatti, la provenienza è assicurata in prima persona. Anche le modalità di conservazione e di cottura possono influire sulla sicurezza di un alimento. Ecco perché è importante conservare i cibi freschi sotto i 7°C, perché sotto questa soglia la salmonella non si riproduce. Altro consiglio utile è di non sovraccaricare e non aprire spesso il frigorifero. Frutta e verdura vanno ben lavate prima di essere consumate: serve ad evitare la contaminazione fra i cibi. Leggere l’etichetta è un’operazione molto importante, ma non sempre facile, visto che molti ingredienti sono indicati con cifre incomprensibili. Saper leggere le etichette, per il consumatore, resta il modo migliore per tutelarsi e restare informato.

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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