Come difendersi dalle telefonate pubblicitarie fastidiose

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Succede a tutti di ricevere chiamate con scopi pubblicitari: gli addetti provano a farci cambiare gestore telefonico, fornitore di gas e luce, oppure a venderci chissà quale prodotto. Come ci si può liberare da queste telefonate frequenti e fastidiose? Ecco qualche strategia da seguire.

A parte il caso in cui il nominativo è presente negli elenchi telefonici, cioè le vecchie guide, spesso siamo stati proprio noi ad aver dato il consenso a ricevere tali telefonate. Come? Può essere stata fatale una firma su un modulo per accedere a offerte promozionali, oppure per una tessera fedeltà o per partecipare ad un concorso. Non leggere con attenzione quanto scritto su questi fogli (di solito a caratteri piccolissimi) è una disattenzione che si paga, perché con quella firma possiamo aver prestato il consenso ad utilizzare i nostri dati, tra cui anche a ricevere telefonate.

Ogni cittadino può iscriversi al Registro pubblico delle opposizioni: si tratta di un servizio gratuito in funzione da alcuni anni che permette di difendersi da questo tipo di chiamate moleste. Ecco come chiedere l’iscrizione. Attraverso il sito www.registrodelleopposizioni.it ci si registra alla voce “iscrizione” e si immettono i propri dati online. L’operazione può essere fatta anche al telefono, contattando il numero verde 800.265265, dal lunedì al venerdì con orario dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

L’iscrizione al Registro pubblico delle opposizioni opera solo per il futuro e per i nominativi inseriti in elenchi telefonici pubblici. Se in passato il consumatore aveva già dato il consenso all’utilizzo dei dati per fini promozionali, il percorso è più difficile e dispendioso. Si deve revocare il consenso, meglio attraverso l’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno, alla società cui si aveva dato l’autorizzazione che poi dovrebbe avvisare le altre cui sono stati passati i dati.

Strategie per evitare telefonate rompiscatole

Chiedere l’iscrizione al Registro pubblico delle opposizioni può arginare il problema, ma non risolverlo definitivamente. Il consumatore può, però, provare ad agire contro chi disturba la sua tranquillità. Per ciò può essere utile chiedere all’operatore dove è stato preso il nominativo: sono obbligati a rispondere. Se dicono che il nome è stato preso dall’elenco pubblico, cioè dalla vecchia guida telefonica, va detto che si è iscritti al Registro pubblico delle opposizioni e quindi non devono più chiamare. Se invece dicono che è stato fornito da un’azienda alla quale era stato dato il consenso occorre scrivere a questa per revocarne il permesso.

 Cristiana Lenoci 

 

 

 

 

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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