Come scegliere il mutuo giusto e più conveniente

Come scegliere il mutuo giusto- fonte foto: nonsprecare.it

Come scegliere il mutuo giusto- fonte foto: nonsprecare.it

Scopriamo insieme come scegliere il mutuo prima casa più conveniente, per evitare fregature o brutte sorprese

Chi richiede un finanziamento va incontro a molte difficoltà. Scegliere il mutuo giusto e adatto alle proprie esigenze può rivelarsi più complicato del previsto per una serie di ragioni. Ecco qualche consiglio per evitare brutte sorprese e ottenere un mutuo prima casa tenendo conto di alcuni requisiti fondamentali. L’Italia è il Paese dei precari. Ce ne sono tanti, troppi. Per chi è precario ottenere un mutuo è un’ impresa perché, tra gli elementi richiesti dagli istituti di credito per erogare un finanziamento, vi è la stabilità economica. Scegliere il mutuo giusto dunque non è semplice: secondo una recente indagine dell’Ufficio studi Gruppo Tecnocasa, questa condizione identifica l’86,8% dei mutuatari, a fronte del 7% di chi ha un contratto di lavoro flessibile. Inoltre la maggior parte dei finanziamenti è concessa da istituti del Nord, dove i redditi sono più alti rispetto al Centro-Sud.

Il mutuo è come un vestito: va cucito addosso, in base alle proprie esigenze e condizioni. Per capire come scegliere il mutuo più conveniente è opportuno porsi alcune domande evitando di optare per soluzioni ‘a scatole chiusa’ ovvero non analizzate con le dovute attenzioni:

1)      Che cosa posso permettermi?

Spesso nella scelta di un mutuo si compie un grosso errore: si va a vedere un immobile e poi si chiede il mutuo. Prima di cercare casa è invece opportuno andare da un consulente di mediazione creditizia o in banca, per farsi fare una valutazione legata al reddito percepito. Oltre ai documenti relativi al reddito e all’immobile che si vorrebbe acquistare, è necessario spiegare nel dettaglio la propria situazione familiare: se si è sposati, se si hanno figli, se si hanno altri finanziamenti in corso. La banca poi esprime un giudizio sotto il profilo economico finanziario in tempi abbastanza brevi: in tre settimane al massimo si avrà una risposta sulla fattibilità del mutuo.

 2)      Che cosa vuole sapere la banca?

Prima di chiedere informazioni per scegliere il mutuo giusto, bisogna sempre sapere quello che le banche valutano quando si richiede un finanziamento. Prima di tutto, si prende in considerazione la capacità di risparmio. In generale, la banca si sente più sicura se il richiedente è un lavoratore dipendente. Altro requisito importante è l’anzianità aziendale, cioè da quanto tempo si lavora per la stessa azienda. Deve essere stato superato il periodo di prova e il contratto deve essere preferibilmente a tempo indeterminato. Nel caso di assunzione in prova o da poco tempo, la banca potrebbe richiedere una garanzia in più, ad esempio una fideiussione. Altro dato importante è il rapporto rata/reddito: in generale si va dal 30 al 35% del reddito percepito dal richiedente. Se si supera questa percentuale, la banca chiede un fideiussore.

Questa è la figura chiamata ad intervenire qualora si riscontrassero difficoltà economiche, in virtù del supporto reale che può offrire. Può trattarsi della moglie o il marito con reddito, un genitore (se non è troppo anziano e se ha un reddito da lavoratore dipendente o una pensione), un fratello o una sorella (se non hanno impegni finanziari e non sono sposati). In genere non vengono prese in considerazione altre figure.

3)      Il confronto con la banca continua anche dopo?

L’erogazione di un mutuo prima casa o per un secondo immobile, non rappresenta la fine della consulenza da parte dell’istituto bancario. Bisogna avere sempre l’opportunità di un confronto con la banca, oppure con un consulente di mediazione creditizia. Il cliente deve essere seguito anche dopo il rogito, in modo da poter essere indirizzato e consigliato in merito ad eventuali cambiamenti (ad esempio nel caso in cui si modifichino le condizioni economiche, si può fare richiesta di ammortamento del mutuo).

 4)      E’ meglio un mutuo a tasso fisso o variabile?

Per la scelta del tasso non c’è una regola, poiché dipende da caso a caso. In genere quando si individua la soluzione per il mutuo più conveniente, conviene optare per il tasso variabile quando si intravedono prospettive di crescita professionale, una media/alta capacità di risparmio e un reddito alto. Se invece il reddito è medio/basso e la capacità di risparmio è scarsa, ed inoltre vi è poca prospettiva di crescita durante il periodo di ammortamento, è consigliabile utilizzare un prodotto non rischioso come il tasso fisso.

5)      E’ importante la copertura assicurativa?

Il consulente deve far comprendere al richiedente l’importanza di avere una copertura assicurativa, in caso di perdita del lavoro, ma anche di invalidità o morte. E’sempre consigliabile stipulare una polizza che tuteli in caso di perdita dell’impiego. In Italia non c’è una cultura dell’utilità dell’assicurazione come in altri Paesi europei. Non si pensa che possa aiutare a ridurre i rischi, la si percepisce piuttosto come un costo e non come un servizio. E’ inoltre importante conoscere i diritti del cliente, confrontare le proposte di mutuo prima della formale richiesta di finanziamento, fare attenzione alle condizioni contrattuali perché possono essere modificate dalla banca fino a quando si sottoscrive il rogito, richiedere la copia integrale del contratto di mutuo senza nessun obbligo di sottoscrizione.

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci 

 

 

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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