Come utilizzare i social network senza pericoli

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I recenti episodi di cronaca ci spingono a riflettere sull’utilizzo che ognuno di noi fa dei social network, ormai entrati nella vita di tutti, e per certi versi utili e anche divertenti. Se non usati correttamente possono però diventare pericolosi. Ecco perché conviene conoscere alcune regole da seguire per evitare che i social network si trasformino in armi di distruzione della privacy e della dignità di ognuno.

Leggere attentamente le “istruzioni”

Occorre dedicare un po’ di tempo a leggere i termini e le condizioni del social a cui ci si iscrive. Può sembrare noioso, ma spesso in quelle clausole si trovano spunti per difendersi ed anche qualche regola di comportamento. Ad esempio, pochi sanno che WhatsApp è ormai collegata a Facebook, quindi occorre selezionare alcuni box nelle impostazioni del proprio profilo per evitare che numero di telefono e altri dati personali vengano condivisi tra i due media e facciano arrivare ad esempio pubblicità a cui non siamo interessati.

Non sbandierare gli affari di cuore

Meglio non pubblicare sui social la propria situazione sentimentale. Scrivere che si è single, ad esempio, potrebbe spingere qualche sconosciuto a contattarci con una scusa ed inviare video o immagini sconvenienti. Inoltre, bisogna sapere che esistono virus informatici collegati alle immagini che possono provocare problemi ai dati del computer.

Usare sempre molta cautela

Quando si apre un account su qualche social network, occorre ricordare che la privacy è una cosa seria. Infatti, di ogni singolo post, video o foto che si pubblica online si può decidere con chi condividere l’informazione. Ad esempio su Facebook si può condividere con tutti, oppure limitare il campo agli amici. Per guidare meglio i ragazzi, primi utenti e spesso anche principali “vittime” dei social, Facebook (che permette l’iscrizione dai 13 anni in su), dallo scorso anno reimposta fino ai 18 anni l’opzione “solo amici”: è un modo per evitare che i contenuti della pagina siano visibili a chiunque cerchi il nome dell’utente.

Prima di postare una foto

Occorre avere ben chiaro che quella foto diventerà di pubblico dominio. Quindi, attenzione a non esagerare con le immagini dei bambini al mare o delle figlie in atteggiamenti ammiccanti ed evitare le pose da velina o tronista. In generale, sarebbe una buona regola non pubblicare troppe immagini personali. A questo punto, è ovvio che postare video erotici significa esporsi a rischi notevoli, anche quando il proprio account è aperto solo agli amici. Infatti, spesso su Facebook o Instagram vengono accettati come “amici” dei semplici conoscenti, che poi condividono con i loro contatti, in una catena di cui non si conosce la fine. Mi raccomando, niente riferimenti all’indirizzo di casa, al luogo di lavoro, ai numeri di telefono.

Non pubblicare scatti imbarazzanti

Postare fotografie imbarazzanti o ridicole può rovinare la reputazione. Ad esempio, postare una foto che ritrae una persona ubriaca ad una festa può sembrare al momento divertente, ma in futuro questa immagine potrebbe finire nella cartella di un’azienda a cui ha mandato un curriculum.

Non condividere selfie con altri

Attenzione a pubblicare sul proprio profilo le foto di serate con altre persone, magari colleghi di lavoro o semplici conoscenti. Che si segnali il loro nome taggandolo o meno, saranno comunque esposti ad una visione pubblica che forse non desiderano. Potrebbero nascere tensioni e malintesi, soprattutto se la persona di cui si condivide l’immagine tiene alla riservatezza.

Come rimediare ad un errore

Bisogna sapere che è possibile cancellare post di cui ci si è pentiti. Per esempio, su Facebook basta andare nella pagina personale, cliccare su “registro attività” per visualizzare like, foto e commenti. Si può compiere questa “pulizia” anche su post molto datati: basta cliccare sui puntini in alto a destra del profilo e scegliere di visualizzare il profilo come pubblico. In questo modo è facile rendersi conto di cosa vedono gli altri quando accedono alla pagina, e cambiare ciò che sta avendo risultati che destano preoccupazione. Per eliminare un commento sgradevole esistono due modi. Si può inviare una segnalazione al gestore, che cercherà di risolvere il problema, anche cancellando video ed immagini, ma i tempi non saranno molto rapidi. Oppure, in alternativa, la “segnalazione sociale”. Bisogna andare sul contenuto che dà fastidio, cliccare sul link di segnalazione e compilare un messaggio che sarà letto dalla persona che ha postato l’offesa. Si può chiedere all’autore di cancellare il messaggio e anche avvisare un’altra persona, magari il partner o, nel caso dei minori, un genitore, affinchè si muova online o con altri mezzi legali.

Che cos’è il diritto all’oblio

Il diritto all’oblio è la facoltà di chiedere che notizie che riguardano il nostro passato non siano più riproposte all’attenzione del pubblico. I motori di ricerca devono rispondere alle richieste delle persone che vogliono che certe informazioni non appaiano più quando si effettua una ricerca con il loro nome. Per chiedere la rimozione si compila un modulo che i motori di ricerca mettono online. La richiesta non viene accolta automaticamente, ma è esaminata alla luce del diritto di cronaca, del diritto del pubblico ad essere informato e del ruolo della persona nella vita pubblica.

 

 

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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