Contratto telefonico, ecco cosa bisogna sapere

Contratto telefonico

Contratto telefonico

Capita a tutti di imbattersi nell’operatore di una compagnia telefonica che ci presenta un’offerta vantaggiosa e, a suo dire, esclusiva. A volte le offerte sono realmente interessanti ma, se non viene concesso il necessario tempo per riflettere, si rischia di fare scelte azzardate e poco ponderate. Nella maggior parte dei casi, infatti, la promozione dura un solo giorno. E’ sufficiente proferire un “sì” al telefono e il contrattotelefonico è fatto.

Basta rispondere ad un paio di domande e il passaggio al nuovo operatore viene attivato in maniera veloce e automatica. Il guaio è che, spesso e volentieri, questo è uno stratagemma per concludere un accordo senza che il cliente se ne renda conto. Cosa bisogna fare in questi casi? Come ci si può tutelare efficacemente?

Prima di tutto, anche quando l’offerta appare realmente vantaggiosa, è sempre meglio non farsi prendere dalla fretta. L’operatore, dopo essersi presentato, è tenuto a fornire in maniera chiara e trasparente tutte le caratteristiche del contratto telefonico: costo (comprensivo di imposte e tasse), durata dell’offerta, modalità di pagamento, diritto di recesso. L’utente non deve aver timore nel formulare all’operatore eventuali dubbi e se è il caso, prendere nota della proposta. Naturalmente, l’ideale sarebbe quello di vedere tutto nero su bianco e chiedere il nome dell’offerta per poterla visionare sul sito Internet della compagnia.

Per attivare il passaggio da un operatore all’altro è sufficiente fornire a quello nuovo il codice di migrazione, cioè quel codice alfanumerico assegnato ad ogni cliente insieme al numero di telefono, e che impedisce l’apertura dei contratti ad insaputa del titolare.

Il consenso prestato telefonicamente è valido a tutti gli effetti, per cui fa fede la registrazione della telefonata tra le due parti. La firma sul contratto può avvenire successivamente oppure non esserci, ma nel frattempo il servizio viene attivato.

E’ quindi preferibile non dare alcun consenso telefonico se non si è davvero sicuri di voler cambiare perché, se poi non si è soddisfatti, non si può tornare indietro, ma si dovrà procedere ad un ulteriore trasferimento.

Ad occuparsi delle fasi del passaggio sarà la nuova compagnia. Solo nel caso in cui il consumatore non voglia mantenere il vecchio numero di telefono dovrà inoltrare una disdetta al precedente gestore. Per quanto riguarda il passaggio di Internet, invece, se si vuole spostare anche la connessione, è bene specificarlo al nuovo operatore perché le norme regolano solo la migrazione della voce: il rischio è che l’abbonamento alla rete rimanga con la vecchia società e che si finisca per pagare due bollette.

Se non si è convinti del “sì” pronunciato o se il consenso è stato ottenuto con l’inganno, il consumatore dispone di 14 giorni di tempo per cambiare idea senza dover pagare la penale e senza obbligo di fornire spiegazioni alla compagnia. E’ sufficiente l’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno alla nuova compagnia con la quale si chiede il recesso dal contratto senza alcun addebito di spesa.

Non sempre, però, le cose si risolvono senza problemi. In caso di controversie è consigliabile rivolgersi ad un’associazione di tutela dei consumatori per attivare, dopo aver inoltrato il reclamo, una conciliazione paritetica, che ha una percentuale di risoluzione positiva vicina al 90%, oppure al Corecom competente per territorio.

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci

 

 

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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