Cosa fare in caso di furto di auto

furto-auto-foto-2- fonte foto: antonioarborebroker.it

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Secondo il Dossier annuale sui furti d’auto 2014 ogni giorno vengono rubate 330 automobili. Degli oltre 120mila veicoli sottratti in un anno soltanto meno della metà torna nelle mani del proprietario. Le regioni italiane più colpite dal fenomeno sono la Campania, il Lazio, la Lombardia, la Puglia e la Sicilia. In Italia il furto delle quattro ruote è uno dei crimini più diffusi. Nel malaugurato caso in cui si subisca un furto dell’auto, bisogna rimboccarsi le maniche e cominciare la trafila burocratica fatta di denunce e comunicazioni varie. Ecco i passi da compiere.

  • Si fa subito la denuncia: non bisogna perdere tempo nel momento in cui ci si accorge che l’automobile è stata rubata. Bisogna infatti recarsi tempestivamente presso il Comando dei Carabinieri o al Commissariato di Polizia più vicino per denunciare il furto. Una denuncia fatta nel più breve tempo possibile permette di scaricare la responsabilità sul ladro nel caso si verifichino eventuali incidenti, danni a terzi oppure utilizzo dell’automobile per compiere attività illegali. All’incaricato che raccoglie la segnalazione vanno comunicati il luogo e l’ora presunta del furto, i dati relativi al veicolo (targa e modello) e la presenza di oggetti di valore all’interno dell’abitacolo. E’ importante avere almeno la copia della carta di circolazione per le fasi successive dell’operazione.
  • Si contatta l’assicurazione: con la copia della denuncia si deve dare notizia del furto dell’auto alla compagnia di assicurazioni. L’automobilista non è obbligato ad assicurare il veicolo contro il furto, ma lo è invece per la l’Rc-auto (responsabilità civile). Se il contraente ha sottoscritto soltanto la copertura obbligatoria, questa polizza dovrà essere disattivata e bisognerà chiedere all’assicurazione il rimborso della parte di premio pagato, ma non utilizzato per colpa del furto. Se l’assicurato ha sottoscritto anche la copertura contro il furto, ha diritto ad una liquidazione. L’importo risarcito dipende dal tipo di contratto. Alcune compagnie coprono anche il furto parziale, come quello delle gomme (è utile verificare sempre il contenuto della polizza).
  • Si fa registrare la “perdita di possesso”: con la copia della denuncia e il certificato di proprietà (o il foglio complementare) occorre recarsi al Pra (Pubblico registro automobilistico, i cui indirizzi si trovano sul sito dell’Aci, www.aci.it), per fare registrare la perdita di possesso del veicolo. A seguito del pagamento dell’imposta di bollo di 32 euro verrà rilasciato un nuovo certificato di proprietà. Nel caso in cui, insieme all’auto, fosse stato rubato anche il certificato di proprietà, si dovrà utilizzare il modello NP3C versando un’imposta di bollo per la registrazione dell’importo di 48 euro. Questa è una procedura indispensabile per sospendere il pagamento del bollo auto. Inoltre, spesso le assicurazioni richiedono anche il nuovo certificato di proprietà. La stessa trafile dovrà essere seguita anche nel caso di ritrovamento del veicolo e conseguente nuova registrazione.

Cosa fare in caso di ritrovamento dell’auto

Anche se i dati non sono incoraggianti, esiste comunque la possibilità che il veicolo venga ritrovato dopo essere stato rubato. L’automobilista deve darne immediatamente comunicazione alla compagnia di assicurazioni e provvedere a richiedere al Pra il certificato di rientro in possesso del veicolo. Nell’ipotesi in cui sia stata sottoscritta la copertura contro il furto, l’eventuale ritrovamento del mezzo determina diverse situazioni:

  • Se il veicolo viene ritrovato con danni evidenti: bisogna attendere la perizia di un incaricato e la verifica della copertura prevista dalla polizza in tal senso;
  • Se il ritrovamento avviene prima che l’assicurazione abbia rimborsato il proprietario: l’importo dell’indennizzo dovrà tenere conto solo degli eventuali danni, se coperti dalla polizza;
  • Se l’auto viene rinvenuta dopo il pagamento dell’indennizzo: l’automobilista deve dare immediata comunicazione alla propria assicurazione, conferendole la procura a vendere. A questo punto la compagnia può vendere la vettura, recuperare i soldi che aveva già liquidato all’assicurato e dividere con lui la maggiorazione (se si realizza), oppure rinunciare alla proprietà della vettura e rivalutare il danno, recuperando dall’assicurato la differenza tra il valore dell’auto ritrovata e la somma emessa al momento del furto.

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci 

 

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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