Cryptolocker, virus che chiede il riscatto. Sette arresti

Crypotlocker virus

Cryptolocker virus

Sette giovanissimi sono state arrestati, responsabili di aver estorto quasi 300 mila euro a imprese e privati con il virus Cryptolocker

Hanno un’età compresa tra i 23 e i 27 anni i sette ragazzi finiti in manette per aver intastcato, grazie ad una ben congegnata truffa informatica, una somma di denaro di poco inferiore ai 300 mila euro. Veri e propri hacker che agivano utilizzando il virus conosciuto come Cryptolocker per estorcere denaro. Il meccanismo era ben affinato: i giovani, professionisti del settore informatico e studenti, ‘sequestravano’ sfruttando il virus i file di diversi computer rendendoli non accessibili a meno che non si pagasse un riscatto. Venivano prese di mira in particolare le piccole e medie imprese, prive di strumenti per proteggersi efficacemente dagli attacchi informatici.

Con il virus Cryptolocker i 7 ragazzi mettevano a segno una vera e propria estorsione perchè oltre a sequestrare i file sullo schermo del Pc infettato compariva un conto alla rovescia di 72 ore, tempo entro il quale pagare il riscatto. In molti sono caduti nella trappola pagando quanto richiesto ma senza la sperata buona notizia: anche pagando infatti gli autori della truffa non facevano nulla per liberare il computer dal virus, con conseguente perdita di preziosi documenti.  Gli uomini della polizia postale di Trieste, sezione di Udine, con il coordinamento della Procura di Trieste, sono riusciti a mettere un freno a questa truffa: sfruttando il virus Cryptolocker la banda di hacker è infatti riuscita a truffare almeno 1500 persone, intascando la somma di 277 mila euro.

Tra i computer infettati vi sono anche quelli del tribunale di Udine, del Comune di Trento, oltre ad alcuni pc delle forze dell’ordine. Il virus era veicolato attraverso false mail di Sda nelle quali si parlava di un rimborso: chi cliccava il link però veniva colpito dal virus. I documenti sul Pc venivano immediatamente criptati e partiva un conto alla rovescia. Diffidate dunque da mail contenenti link sospetti: è sempre bene, lo raccomandiamo, evitare di cliccare su questi link (tanto più quelli legati a mail che annunciano rimborsi) a meno che non provengano da persone fidate che vi abbiano precedentemente anticipato l’invio della specifica mail.

Daniele Orlandi | Tutti i diritti riservati

Daniele Orlandi

Giornalista pubblicista, mi occupo di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collaboro con testate giornalistiche (quotidiani e settimanali, cartacee e online) e sono specializzato in comunicazione sul web, S.E.O., contenuti editoriali indicizzabili sui principali motori di ricerca, comunicazione in real time. Lavoro da tempo con il team di Articoliinvendita, occupandomi della creazione di contenuti editoriali per il web e la carta stampata.

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