Fake news salute: cosa sono e come difendersi

The front page of a newspaper with the headline "Fake News" which illustrates the current phenomena. Front section of newspaper is on top of loosely stacked remainder of newspaper. All visible text is authored by the photographer. Photographed in a studio setting on a white background with a slight wide angle lens.

Le fake news sulla salute imperversano sulla Rete: sempre più persone cercano sul web patologie e cure anzichè andare dal medico.

Se hanno un dubbio su un sintomo o una cura, gli italiani non si rivolgono più al medico. O meglio, non solo. Secondo una recente indagine condotta dal Censis e da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), una persona si tre cerca abitualmente in Rete le informazioni relative alle questioni di salute. Del resto Internet è comodo e veloce, ma anche insidioso. A fronte di alcuni siti attendibili e sicuri, ce ne sono altrettanti imprecisi o ingannevoli. Così, complici anche i social che fanno da cassa di risonanza, non è raro che si crei confusione e nascano vere e proprie fake news in grado di creare allarmismi ingiustificati.

Fake news: notizie false in libertà

Le fake news sono semplicemente luoghi comuni o falsi miti. Si tratta di notizie false, provenienti da fonti che inventano di sana pianta i contenuti, distorcono in maniera eccessiva le notizie vere o diffondono indicazioni ingannevoli. In campo medico, dunque, sono fake news quelle informazioni che derivano da studi che non sono stati riconosciuti a livello ufficiale, da opinioni di presunti esperti screditati dalla comunità internazionale, e anche da siti che le costruiscono ad hoc, manipolando la realtà.

Come difendersi dalle fake news

Ecco qualche consiglio per non cadere in balia delle fake news riguardo alla salute (ma queste dritte valgono in generale per tutte le fake news che circolano sul web):

  • Cercare gli autori del sito: se non sono dichiarati, è lecito avere qualche dubbio;
  • Consultare solo fonti ufficiali, istituzionali, scientifiche: sono le uniche controllate;
  • Dubitare degli slogan e delle notizie pubblicate sui social: approfondire è indispensabile, magari cercando conferma nei portali istituzionali o nei motori di ricerca. Se a parlarne sono solo altre fonti non attendibili, meglio non fidarsi troppo;
  • Diffidare da chi propone o parla di cause di tutti i tipi di tumore: le neoplasie conosciute sono innumerevoli, immaginare una cura che vale per tutte non è realistico;
  • Sospettare degli articoli che non hanno link o non citano le fonti;
  • Diffidare dei siti e degli esperti che indicano cure sulla base della semplice descrizione dei sintomi.

Web e trappole comunicative

Oggi i pazienti hanno immediato e costante accesso alle fonti di informazione, sia con il search (“cerca”), sia con lo scroll (“scorrere delle immagini”), ma di certo non basta. Negli ultimi anni hanno preso piede anche i gruppi di aggregazione, di scambio di esperienze dirette, che aumentano ulteriormente la mole di informazioni disponibili. In sintesi, si tratta di un vero e proprio bombardamento di informazioni di cui purtroppo non viene, e non potrà mai essere verificata la certezza, l’attendibilità. Il problema, quindi, rimane la fonte, che spesso non è affidabile, ed è difficile capire di chi fidarsi.

 

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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