Finti disabili assunti in azienda per ricevere fondi Ue, sequestrati 2,5 milioni

Una truffa operata da una società del settore del call center è stata scoperta dalla Guardia di Finanzia che, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, hanno sequestrato beni per un valore superiore ai 2,5 milioni di euro gran parte dei quali provenienti da fondi Ue. Approfittando degli incentivi, sia italiani che comunitari, legati all’assunzione di persona disabili e svantaggiate, la società presentava una serie di documenti falsi per attestare la disabilità dei dipendenti. Il meccanismo scoperto nel corso dell’inchiesta riguardante il raggiro ai danni dell’Unione Europea e dello Stato era piuttosto semplice: per ricevere gli incentivi veniva attestata, su documenti fasulli, la disabilità anche se i dipendenti non avevano i requisiti per poter essere considerati svantaggiati. Il provvedimento riguarda non solo la società Infocontact Srl, che ha sede legale nella Capitale e sede operativa a Lamezia Terme ma anche l’amministratore ed il responsabile dell’ufficio risorse umane della società stessa; vi sono poi altre persone, tre dirigenti della Regione Calabria i quali, è emerso dalle indagini, avrebbero attestato la sussistenza dei requisiti previsti allo scopo di erogare alla società i finanziamenti. Ed altre tre persone, decedute, tra rappresentanti della società ed un dirigente della Regione. Per tutti sono state accertate, da parte dei finanzieri di Lamezia Terme, responsabilità penali.

indagine guardia di finanza

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Le indagini: la scoperta della Guardia di Finanza

Secondo quanto emerso l‘incasso illecito dell’impresa, tra risorse comunitarie e nazionali, ammonterebbe a circa 2.593.280 euro, il corrispettivo per l’assunzione di 207 lavoratori classificati come svantaggiati oppure disabili, dunque parte di categorie protette. Grazie alla complicità dei funzionari pubblici, i responsabili della società erano riusciti a mettere in atto una serie di artifici contabili e documentali in maniera tale da attestare, elemento non vero, le condizioni di disabilità e svantaggio dei lavoratori che erano stati assunti; mediante tali documenti inoltre erano riusciti a far sembrare 163 lavoratori assunti da tempo e molti dei quali non appartenenti ad alcuna categoria svantaggiata come neoassunti. Dalle indagini è ememrso che l’impresa sarebbe riuscita ad ottenere (indebitamente) due delle tre rate dell’incentivo complessivo, ovvero 2.589.113,72 euro, somma che la GdF ha sequestrato impedento inoltre l’incasso della terza rata.

Le accuse

L’accusa per le otto persone denunciate è di truffa finalizzata al conseguimento indebito di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa da privato e da pubblico ufficiale in atti pubblici.

Daniele Orlandi

Giornalista pubblicista, mi occupo di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collaboro con testate giornalistiche (quotidiani e settimanali, cartacee e online) e sono specializzato in comunicazione sul web, S.E.O., contenuti editoriali indicizzabili sui principali motori di ricerca, comunicazione in real time. Lavoro da tempo con il team di Articoliinvendita, occupandomi della creazione di contenuti editoriali per il web e la carta stampata.

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