Inceneritore Borgo Tressanti, un mostro ecologico in Puglia

 

inceneritore borgo tressanti

“I limiti del possibile, nelle cose morali, sono meno ridotti di quello che pensiamo: sono le nostre debolezze, i nostri vizi, i nostri pregiudizi a restringerli” [cit. J.J. Rousseau]

Quello che sorge in agro di Manfredonia (Fg), nei pressi di Borgo Tressanti, non è purtroppo l’unico inceneritore presente in una delle più belle regioni italiane, la Puglia. Altri due impianti di questo tipo, tutti privati e di proprietà del gruppo Marcegaglia, sorgono rispettivamente a Modugno (Ba) e Massafra (Ta). Mentre il primo è stato bloccato dal parere negativo della Soprintendenza ai beni paesaggistici di Bari, l’altro è in funzione dal 2003.

L’inceneritore di Borgo Tressanti dista circa 26 km dal centro abitato di Manfredonia e circa 19 km da Cerignola, in un territorio in cui l’attività economica prevalente è l’agricoltura. Considerata la capienza e la capacità dell’impianto, è di sicuro in grado di raccogliere rifiuti da tutta la provincia di Foggia, e non solo.

Da quando, a Maggio del 2010, sono cominciati i lavori di costruzione di questo imponente inceneritore, un gruppo di cittadini in seguito costituitisi in Comitato, ha cominciato a seguire l’iter autorizzativo riscontrando più di una irregolarità. Il Comitato spontaneo contro gli inceneritori-provincia di Foggia ha incontrato e informato le persone nelle piazze, organizzando banchetti, conferenze, incontri con personaggi noti al fine di sensibilizzare i cittadini sui danni provocati dall’incenerimento dei rifiuti.

L’attività del Comitato si è concentrata anche sul piano legale, attraverso una serie di ricorsi verso gli enti preposti a verificare le regolarità dell’impianto E.T.A. L’11 febbraio 2011  il Comune di Cerignola, territorialmente confinante e dal 2007 ufficialmente contrario alla costruzione dell’impianto, istruisce Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, avverso il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale all’inceneritore in questione.

In data 11/11/2013 il Consiglio di Stato rilascia Parere N. 04507/2013, obbligatorio e vincolante, di inammissibilità del Ricorso per non aver notificato al contro interessato (Marcegaglia) lo stesso Ricorso (art 9 DPR 1199/1971).

Anche la strada giudiziaria, oltre ad essere lunga, è piena di ostacoli. Su questo e altri argomenti abbiamo intervistato il Presidente del Comitato contro l’inceneritore di Borgo Tressanti, Matteo Loguercio, giovane attivista di Cerignola.

Dopo aver vissuto una parte parte della propria vita lontano da Cerignola per lavoro e studio, nel 2008 Matteo diventa attivista con il gruppo locale dei Grilli di Cerignola, in linea con le analisi e le soluzioni proposte dal comico-politico genovese.

Nel frattempo, ogni volta che si è presentata l’occasione per contribuire al buon risultato di una iniziativa di volontariato in favore di una causa di interesse collettivo, citiamo le più importanti come raccolta firme e campagna referendaria per l’acqua bene comune; contrasto all’inceneritore nei pressi di Borgo Tressanti; organizzazione di convegni, relatore e banchetti informativi per la diffusione delle buone pratiche per la strategia Rifiuti Zero, è risultato tra i più attivi e riconoscibili. È sempre stato protagonista di iniziative spontanee con gruppi di persone al di fuori dei partiti o di qualsiasi altra identificazione politico, sociale, culturale.

Matteo è convinto che un cambiamento radicale della società può avvenire nella direzione della partecipazione indistinta dei Cittadini alla vita democratica della comunità a cui si appartiene. Senza preclusioni ideologiche. Ciò che questo fervente e preparato attivista si augura è che vengano introdotti efficaci strumenti di democrazia diretta nel sistema politico a qualsiasi livello, per ambire ad essere cittadini liberi, informati e responsabili nel perseguimento dell’interesse generale nel rispetto dei diritti individuali.

R: Ciao Matteo, sapresti dirci qual’è, ad oggi, la reale situazione dell’impianto e quali sono le prossime iniziative da intraprendere?

M: La situazione è un prolungamento della fase di test (accensioni intermittenti e arrivo di materiale) di cui non sappiamo ancora la fine, né sappiamo la provenienza delle balle-combustibile. Per questi motivi, nel febbraio 2013 abbiamo inviato al Nucleo Tutela Ambientale dei carabinieri di Bari, alla procura e al prefetto di Foggia la segnalazione del via-vai di materiale e delle accensioni, con immagini e video delle attività. Aspettiamo Risvolti.

Stiamo parlando di un impianto insalubre di classe 1, cioè tra i più inquinanti, insediatosi nel bel mezzo di un vasto territorio agricolo, con prodotti tipici e biologici in un territorio a scarsità idrica, solo per citare alcuni degli argomenti di controversia in tutte le denunce. Per cui, le iniziative da intraprendere sono di ulteriori indagini sull’iter che ha condotto a rilasciare le autorizzazioni; controlli continui su tutte le attività dell’impianto, in maniera autonoma o con l’ausilio di Uffici preposti al controllo.

R: Il problema inceneritore coinvolge anche gli agricoltori e gli imprenditori agricoli di Borgo Tressanti: certificazioni bio, ecc. Cosa diresti a tal proposito?

M: Come già accennato, l’aspetto agricolo riveste grande importanza economica, sociale e ambientale nei nostri territori. In Italia abbiamo la fortuna, per conformazione geografica, per le condizioni climatiche e diversità di territorio, di godere di caratteristiche assolutamente uniche al mondo. I nostri prodotti agricoli di qualità sono i più apprezzati. E vanno valorizzati, così come stanno facendo diversi agricoltori lungimiranti della zona, richiedendo certificazioni di tipicità e qualità. Aver pensato di impiantare un inceneritore di rifiuti nel mezzo del Tavoliere, significa mortificare i tentativi di protezione del patrimonio agricolo e culturale, vanto di tutti noi.

Le conseguenze le pagheranno quegli imprenditori agricoli che subiranno il declassamento dei loro prodotti, con l’inevitabile deprezzamento del frutto del loro lavoro. Sarebbe meglio dire che perderà l’intera comunità che si nutre di questi alimenti.

R: Puglia, terra di inceneritori. Ma le alternative a questo sistema di smaltimento di rifiuti si stanno trovando realmente?

M: Le alternative esistono e dipendono principalmente dalla volontà degli amministratori di intraprendere una strada obbligata, già identificata dalla direttive europee e dalle leggi a tutti i livelli, cioè quella della riduzione dei rifiuti, del riutilizzo dei materiali e del riciclo. Questo nuovo modo di guardare ai “rifiuti”, si rende necessario, sia per ridurre l’estrazione di materie prime, sia per le conseguenze nefaste per la salute e l’ambiente che producono smaltimento e incenerimento. Ricordiamo che in Natura, prima dell’avvento dell’uomo moderno, non esistevano rifiuti, tutto veniva riutilizzato.

Nell’ottobre scorso è stata presentata in parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare denominata “Legge Rifiuti Zero“, con oltre 86.000 firme raccolte, che indica in maniera precisa come rendere fattibile un obiettivo ambizioso, ma non impossibile, di arrivare a non produrre più quelli che noi chiamiamo rifiuti.

Intervista a cura di Cristiana Lenoci 

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Daniele Orlandi

Giornalista pubblicista, mi occupo di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collaboro con testate giornalistiche (quotidiani e settimanali, cartacee e online) e sono specializzato in comunicazione sul web, S.E.O., contenuti editoriali indicizzabili sui principali motori di ricerca, comunicazione in real time. Lavoro da tempo con il team di Articoliinvendita, occupandomi della creazione di contenuti editoriali per il web e la carta stampata.

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