Le frodi del pesce, come tutelarsi e cosa evitare di comprare

Il mercato ittico nasconde una serie di frodi che è bene conoscere per poterle evitare e tutelarsi, non acquistando pesce spacciato per fresco o per una specie più costosa. Cerchiamo dunque di capire quali sono le frodi da evitare per quanto riguarda la vendita di pesce rimanendo così bene alla larga da venditori che, ad esempio, propongono il pangasio spacciandolo per cernia.

Pesce, dove acquistarlo per evitare frodi

Trattandosi di una frode alimentare particolarmente diffusa, il consiglio principale è quello di acquistare pesce fresco esclusivamente su banchi che riportano le etichette complete di tutte le informazioni obbligatorie per legge ovvero denominazione, origine, categoria dell’attrezzo di pesca e ancora metodo di produzione, stato fisico ed eventuali ingredienti. E’ importante anche selezionare i banchi evitando di scegliere quelli caratterizzati da importanti mucchi di pesci; questo perchè, ricordano gli esperti, quelli più in alto sono esposti al caldo mentre quelli sottostanti sono sottoposti a schiacciamento e bruciature da freddo. Altro controllo da fare riguarda la disposizione dei pesci in categorie, mischiare diverse tra loro non è sinonimo di pesci freschi. Infine è importante chiedere al pescivendolo informazioni in merito al prodotto esposto, un modo questo per capire se si ha di fronte un vero esperto del settore. Per evitare rischi è fortemente sconsigliato acquistare cozze e molluschi sfusi e reimmersi in acqua.

Tonno troppo rosso

Avete intenzione di acquistare del tonno? Bisogna prestare molta attenzione poichè sui banchi del pesce lo si può trovare decongelato ma venduto come pesce fresco. Questo perchè, mediante aggiunta di monossido di carbonio ed una serie di altri additivi non ammessi, gli viene conferito un invitante colore rosso in modo artificiale. Ma trattare in questo modo un trancio di tonno lo rende non riconoscibile nella sua reale freschezza, di fatto alterandolo.

Quando il decongelato viene spacciato per fresco

Purtroppo sono molti i casi di frode nei quali un prodotto ittico decongelato viene spacciato per fresco. La norma prevede che questo dettaglio venga dichiarato in etichetta, segnalando se il pesce è fresco oppure decongelato. Gli organi di controllo, però, si limitano a verificare i documenti di accompagnamento del prodotto senza accertare attraverso indagini analitiche, se effettivamente l’alimento sia fresco o meno.

Come tutelarsi dalle frodi alimentari

Dal momento che non è per nulla facile capire se il colore sia naturale o artificiale, è consigliabile limitarsi all’acquisto di pesce dal pescivendolo di fiducia. Anche perchè vi sono specie ittiche, tra le quali il tonno, per le quali se non avviene una gestione corretta della temperatura può formarsi una molecola in grado di provocare quella che è comunemente nota come ‘sindrome sgombroide‘ che può provocare reazioni allergiche come mal di testa e prurito ma addirittura lo shock anafilattico. Per quanto riguarda invece il decongelato spacciato per fresco, è importante verificare nel pesce intero se vi siano ‘rotture geometriche’ evidenti sulle pinne. Nei crostacei invece la verifica va fatta sy arti ed antenne. Quando il prodotto viene congelato infatti, può subire delle spaccature che, una volta decongelato permangono. Infine è importante controllare bene le etichette e se necessario fare domande in pescheria per avere tutte le informazioni utili.

Daniele Orlandi

Giornalista pubblicista, mi occupo di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collaboro con testate giornalistiche (quotidiani e settimanali, cartacee e online) e sono specializzato in comunicazione sul web, S.E.O., contenuti editoriali indicizzabili sui principali motori di ricerca, comunicazione in real time. Lavoro da tempo con il team di Articoliinvendita, occupandomi della creazione di contenuti editoriali per il web e la carta stampata.

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