Massafra, ecco cosa fa il Comitato corretta gestione dei rifiuti

 

massafra

Massafra è una bella cittadina pugliese che si trova a 20 chilometri da Taranto. Purtroppo questa, come altre realtà della Puglia, si trova a fare i conti con gravissime situazioni che riguardano l’ambiente e la gestione dei rifiuti.

E’ di poco tempo fa la notizia, circolata sui giornali e siti web di tutta Italia, del riscontro di diossina all’interno del latte dei bovini che pascolano nell’agro di Massafra. A circa un chilometro dall’allevamento, sorge una centrale termoelettrica. In attesa di effettuare i dovuti accertamenti, è stato fermato l’iter autorizzativo per il raddoppio di questo impianto.

Ma qui, a Massafra, i cittadini non se ne stanno a guardare tale scempio senza fare nulla. Il Sindaco addirittura  minimizza l’ accaduto e ha richiesto le dimissioni del dirigente dell’ Arpa che ha effettuato le analisi.

Abbiamo incontrato un gruppo di “cittadini virtuosi” che ha costituito un Comitato, un gruppo di volontari senza alcuna appartenenza politica uniti da un obiettivo comune: salvare la propria terra e tutelare l’ambiente e l’incolumità di tutti. Ecco come hanno raccontato la cronistoria del comitato dagli albori ad oggi.

Nel Marzo 2012, alcuni cittadini di Massafra, cliccando sul  link del sito ufficiale della Provincia, scoprono casualmente  che il progetto di costruire un 2° inceneritore da parte della società Appia Energy è stato approvato dai vari enti preposti. Dell’ Appia Energy, fa parte anche CISA e Marcegaglia. La notizia non arriva però ai cittadini, anzi non è accessibile dai vari siti per un mese.

Questi cittadini hanno un volto e un nome. Sono Lucia, Giovanni e Savino che dopo lo sconcerto della notizia chiamano altri amici per comunicare loro cosa succede a Massafra. Il gruppo, intanto,  aumenta di numero e decide di darsi un nome,  si chiamerà ‟Comitato per la corretta gestione dei rifiuti”, perché convinto che esiste la concreta possibilità di gestire i rifiuti con la raccolta differenziata e quindi senza necessità di ricorrere all’incenerimento (i cui danni sono documentabili).

Per prima cosa, il Comitato rimprovera al Sindaco e all’amministrazione comunale di non aver divulgato il progetto di costruzione dell’impianto, nonostante sia la legge a prevedere un periodo di 120 giorni per svolgere un’attività di informazione rivolta ai cittadini.

Il Comitato sopperisce così alla mancanza di informazione della Amministrazione comunale, si fa promotore di numerose iniziative: sit-in, banchetti informativi per la strada, convegni, conferenze pubbliche, invita anche gli esponenti dell’amministrazione per chiedere chiarimenti e aprire un confronto sull’effettiva necessità di costruire un secondo impianto.

Del progetto di raddoppiare l’inceneritore se ne discute in Consiglio comunale: il Sindaco e gli altri assessori si dichiarano favorevoli, il consigliere Maurizio Baccaro è l’unico che si dissocia e si unisce al Comitato deciso a continuare con i cittadini la sua battaglia.

Il Comitato non si dà per vinto, continua a riunirsi, esamina carte, permessi, autorizzazioni burocratiche, alla ricerca di anomalie e inadempienze.

Nel 2012 il comitato organizza 3 cortei con grande partecipazione dei cittadini, associazioni locali e provinciali, per esprimere il dissenso al raddoppio dell’ inceneritore ritenuto inutile (in quanto sul territorio c’è già un impianto) e dannoso per la salute di tutti, in quanto il progetto ricade su un territorio dichiarato dal 2007, in seguito all’ abbattimento delle pecore alla diossina, ad alto rischio ambientale dalla Regione. In quella occasione la stessa ha imposto il divieto di pascolo e di allevamento di animali nel raggio di 20 Km. E Massafra vi rientra a pieno titolo.

Il Comitato non rinuncia però ad organizzare dibattiti pubblici con il Sindaco e assessori per cercare di capire quali sono le motivazioni che spingono taluni verso una scelta sciagurata. Un inceneritore emette diossina e anidride carbonica, forma ceneri che provengono da rifiuti speciali e come tali vanno smaltiti.

Dal canto suo, il Comitato non smette di cercare la verità: grazie all’ing. Luigi Ambruoso e altri bravi attivisti scopriamo che i dati relativi all’ inceneritore sulle emissioni di diossina sono fermi al 2007 e si basano, soltanto sull’ autocertificazione dell’ azienda in questione.

Intanto, tra di noi cresce la preoccupazione sui controlli di questo inceneritore. Si approfondisce la conoscenza sulle diossine prodotte da questi forni e postiamo dal nostro blog notizie che riguardano tali questioni. Denunciamo la correlazione tra questo tipo di industrie e l’ incidenza, in aumento, di tumore nel paese di Massafra. Si mandano articoli sui giornali locali  per rendere pubblica e diffondere la notizia.

Nel 2012, il comitato raccoglie circa 3500 firme in poche settimane e chiede al sindaco di indire un referendum dove ognuno può esprimere il proprio parere.

Gli obiettivi del comitato sono: SENSIBILIZZARE, INFORMARE e DENUNCIARE in modo tutt’ altro che virtuale, controllando i vari passaggi burocratici degli enti preposti, man mano che la situazione si evolve nel campo politico.

In proposito, il comitato ha organizzato convegni e ha presentato ai cittadini,  alla presenza di qualche assessore provinciale, alcuni documenti “scottanti”, facendone un’attenta analisi e mettendo in risalto le FURBIZIE burocratiche per arrivare ai vari pareri favorevoli. Fino ad arrivare a quel documento paradossale dell’ ASL di Massafra,  a firma del suo responsabile, che dopo aver considerato l’ inceneritore di Massafra insalubre, ha dato parere favorevole alla sua costruzione.

In questi momenti un sentimento di inquietudine ci pervade, ci sentiamo impotenti di fronte alle ingiustizie che viviamo e nello stesso momento avvertiamo la responsabilità di operare per il bene comune.

Nel luglio 2012 il comitato scopre altri progetti già avviati, perché il Comune ha già dato parere favorevole, della stessa società di altri due inceneritori di fronte dove sorge il primo, con finalità di trattamento di rifiuti liquidi e di fanghi da bruciare. Anche questa notizia è stata subito divulgata al paese durante un dibattito con l’ assessore provinciale. Per fortuna l’ avvio dei due mostri è stato bloccato.

Nel 2013, sollevando obiezioni e dubbi il comitato ottiene un riesame della questione da parte dell’ assessore provinciale all’ ambiente che nel frattempo è stato sostituito per vicende politiche legate al disastro ambientale dell’ Ilva di Taranto.

Al momento il raddoppio dell’ inceneritore è all’ attenzione del Consiglio di Stato. Il comitato attende fiducioso, nonostante tutto, un atto di giustizia e che si arrivi alla verità delle cose.

Nel 2013 il comitato vive un cambiamento radicale, una svolta per la gestione dei rifiuti. I RIFIUTI SONO UNA RISORSA. La proposta di legge Rifiuti Zero favorisce la raccolta porta a porta e va contro gli inceneritori. Nel comitato si vivono momenti di gioia perché avevamo ragione a intraprendere un programma di lunga durata. Noi prendiamo parte alle iniziative della proposta Rifiuti Zero e raccogliamo 1500 firme.

Il 17 Novembre scorso abbiamo organizzato  per Massafra l’ evento con il prof. Paul Connett, ottenendo grande successo di pubblico e la presenza di politici locali e della provincia.

Attualmente collaboriamo con il comune di Massafra e stiamo organizzando un altro evento il 7 Marzo sarà nostro ospite Rossano Ercolini premio nobel all’ ambiente, premiato da Obama, Presidente Stati uniti d’ America.

Uno strumento molto valido di comunicazione, che raggiunge molti utenti anche lontani da Massafra ma che vivono realtà simili, è il blog NO RADDOPPIO INCENERITORE. Il Comitato, che attualmente è formato da una ventina di persone, sopporta delle spese in autofinanziamento e accetta contributi volontari.

Cristiana Lenoci (con il contributo di Rosanna Miceli)

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Daniele Orlandi

Giornalista pubblicista, mi occupo di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collaboro con testate giornalistiche (quotidiani e settimanali, cartacee e online) e sono specializzato in comunicazione sul web, S.E.O., contenuti editoriali indicizzabili sui principali motori di ricerca, comunicazione in real time. Lavoro da tempo con il team di Articoliinvendita, occupandomi della creazione di contenuti editoriali per il web e la carta stampata.

4 Comments

  1. jury

    manca solo un piccolo particolare . Per quei pareri ” regalati ” il comitato dei cittadini di massafra ha fatto una serie di denunce alla procura della repubblica, per le quali aspettiamo a giorni , sconvolgenti sviluppi. Pensate che un paio di pareri “favorevoli ” sono state protocollate solo alcune ore dopo il deposito della richiesta. Poi c’è l’assenso , famigerato, dell’ASL di massafra ( Dott. Mastronuzzi ). Addirittura ve ne era uno con uno straordinario copiaeincoilla direttamente dal progetto del proponente.

  2. Mariagrazia Solabte

    Mariagrazia del comitato “per una corretta gestione dei rifiuti – No raddoppio inceneritore”
    e cosa dire della “grande intuizione” delle menti libere e pensanti del comitato che sono riuscite a bloccare il raddoppio grazie all’unica cosa possibile legalmente e burocraticamente e alla volontà dell’ex ass. Giampiero Mancarelli: il vincolo paesaggistico, il raddoppio dell’nceneritore (ma anche l’attuale in funzione), ricade in una fascia protetta perchè facente parte del Parco delle Gravine, area soggetta a vincolo ai sensi della NTA del PUTT/P pertanto il Proponente il progetto, quindi l’Appia Energy, deve chiedere alla Giunta regionale l’attestazione di COMPATIBILITà PAESAGGISTICA (ART.5.04 – 5.07), previo parere obbligatorio del Comune, che deve attestare che L’OPERA è DI INTERESSE PUBBLICO (manco fosse un ospedale, una scuola,etc). SIAMO ALL’ASSURDO UN IMPIANTO DICHIARATO INSALUBRE PERCHè NOCIVO ALLA SALUTE DEI CITTADINI IN UN’AREA COME QUELLA DI TARANTO GIà FORTEMENTE COMPROMESSA ASPETTA LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO PER PARERE PAESAGGISTINO FUORI DA OGNI LOGICA PERCHè LA SALUTE è IL BENE PRIMARIO!!!!!!

  3. Zoe

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