Pagare per lavorare, lo scandalo Cooperative rosse

Scandalo cooperativa Codess

Scandalo cooperativa Codess

In un Paese come l’Italia, in cui la disoccupazione sfiora livelli intollerabili, c’è anche chi pur di avere un lavoro, è disposto a pagare. Codess, una cooperativa di Padova facente parte della Legacoop e che opera nel settore del sociale, ha chiesto ai suoi dipendenti neoassunti la bellezza di quattromila euro.

Lo scandalo, emerso qualche giorno fa, ha fatto venire fuori una realtà davvero inquietante, poiché ad essere coinvolta non è un’impresa, ma una cooperativa, che dovrebbe ispirarsi a principi alquanto diversi.

La Codess, che gestisce numerose strutture pubbliche come l’asilo nido di Modena, nella maggior parte dei casi preferisce che i dipendenti diventino anche soci della cooperativa. In questo modo, a prescindere dall’importo dello stipendio corrisposto (compreso tra i 600 e i 1200 euro al mese, in base alle mansioni), il socio-lavoratore deve corrispondere alla cooperativa anche la quota sociale (che in questo caso sono tremila euro), somma restituibile solo in caso di rescissione del contratto su richiesta del lavoratore.

A titolo di ammissione soci, poi, viene richiesto l’ulteriore importo di mille euro a fondo perduto, ossia non più restituibile. I quattro mila euro dovuti alla Codess vengono però decurtati dalla busta paga in rate mensili. Questa cooperativa padovana conta ben tremila dipendenti, l’80% dei quali è anche socio della stessa. L’anno scorso il fatturato della cooperativa (che ha vinto appalti nel settore sociale anche in altre Regioni italiane) ha superato gli 85 milioni di euro, mentre l’utile ammonta a circa 250 mila euro. Stiamo quindi parlando di grossi numeri.

La Codess, dal canto suo, lamenta che le amministrazioni locali pagano in ritardo e per questo si è costretti a chiedere soldi ai dipendenti. Il prelievo forzoso dalla busta paga non è andato giù ad alcuni dipendenti di Modena, che hanno chiesto la restituzione delle tasse di ammissione soci versate, tramite intervento della Cgil modenese. Purtroppo, però, il prelievo continua per tutti gli altri.

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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