Pericolo fake news, su Twitter diffuse sei volte più velocemente

Su Twitter le fake news hanno il 70% in più di probabilità di diffondersi rispetto alle notizie vere. La ricerca

Il sempre più vasto ed incontrollabile universo delle fake news è un tema mai come ora attuale e discusso. Rilanciato in campagna elettorale da Donald Trump ha assunto dimensioni considerevoli sui social network grazie alla rapidità di diffusione (con la condivisione o il retweet) di una notizia.

Pericolo fake news, su Twitter diffuse sei volte più velocemente

Su Facebook e Twitter circolano quotidianamente milioni di notizie ed altrettanti utenti non sempre decidono di aprirle per leggerle e verificarne l’autenticità limitandosi molto spesso alla sola visione del titolo o del sottotitolo che, se non veritieri, possono diventare il punto di partenza per la diffusione di notizie non corrispondendi al vero. In altri casi le fake news vengono ‘confezionate’ a tavolino, dunque anche selezionando il link postato su Facebook o Twitter, si viene indirizzati verso informazioni fasulle, pensate per suscitare indignazione e rabbia e portare colui che le legge a diffonderle subito tra i suoi contatti sui social.

fake news twitter

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I risultati della ricerca americana

E stando a quanto scoperto da un team del Massachusetts Institute of Technology coordinato da Soroush Vosoughi, il veicolo di massiccia diffusione delle fake news non sarebbe Facebook, bensì Twitter, social sul quale le notizie false si difondono sei volte più rapidamente rispetto a quelle vere, con una probabilità del 70% in più di essere ritwittate. Dati allarmanti che permettono di comprendere la potenzialità di una fake news catapultata su un social utilizzato in ogni parte del mondo e da persone di ogni ceto sociale quale è Twitter: sono il risultato dell’analisi di 126mila diversi tweet pubblicati da oltre tre milioni di persone e ritwittati più di 4,5 milioni di volte, pubblicando poi i risultati sulla rivista Science.

Analisi notizie false, il contributo attivo di Twitter

Ad oggi si tratta del più ampio studio mai realizzato in merito alla diffusione delle notizie false: Twitter ha partecipato attivamente all’iniziativa concedendo agli esperti pieno accesso agli archivi storici di un periodo compreso tra il 2006 ed il 2017. Questo ha permesso ai ricercatori di scoprire che “le falsità si diffondono molto di più e più velocemente della verità”, come sottolineato da Sinan Aral, tra gli autori dello studio. E’ emerso tra l’altro che le bufale che ‘corrono’ più velocemente su Twitter sono quelle riguardanti la politica, superiori addirittura alle news riguardanti disastri naturali, terrorismo, scienza e finanza. Stando allo studio per arrivare a 1500 persone le fake news impiegano mediamente sei volte meno tempo rispetto a quello impiegato da notizie vere e fondate. La ‘causa’? sono proprio gli utenti che rapidamente, spesso in maniera del tutto impulsiva, ritwittano le bufale rendendole di fatto popolari.

Perchè le bufale corrono più velocemente sui social?

La fake news viene, nella stragrande maggioranza dei casi, confezionata in modo tale da risultare fresca ed attuale, ed è questa la principale ragione che spinge le persone a pubblicarle. Sui social infatti tantissimi utenti sono in cerca di attenzione e diffondere informazioni ancora sconosciute o poco note alle masse permette loro di raggiungere questo scopo: trattandosi però di fake news questa rapida condivisione può, molto spesso, divenire un’arma a doppio taglio. Aral ha a tal proposito aggiunto: “le persone che condividono notizie nuove sono viste come più informate”. I ricercatori infine, hanno notato che le persone rispondono alle bufale prevalentemente con “sorpresa e disgusto” mentre le notizie vere diffuse via Twitter hanno tra i feedback principali “tristezza e fiducia”.

Daniele Orlandi

Giornalista pubblicista, mi occupo di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collaboro con testate giornalistiche (quotidiani e settimanali, cartacee e online) e sono specializzato in comunicazione sul web, S.E.O., contenuti editoriali indicizzabili sui principali motori di ricerca, comunicazione in real time. Lavoro da tempo con il team di Articoliinvendita, occupandomi della creazione di contenuti editoriali per il web e la carta stampata.

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