Phone hijacking, quando il cellulare è nel mirino degli hacker

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La nuova frontiera del cyber-crimine si chiama “phone hijacking”, e colpisce i cellulari. Gli hacker più esperti sanno come accedere ai dati sensibili (conti correnti inclusi) contenuti nel telefonino, basta conoscere il numero ed il gioco è fatto. Se il numero di cellulare è finito nelle mani di un hacker cercherà di mandarci alcuni segnali per richiamare la nostra attenzione. Occhio, perciò, a questi campanelli d’allarme.

Cellulare che diventa lento

Solitamente un cellulare rallenta quando la memoria è troppo piena, oppure quando si utilizzano app troppo pesanti. Escluse tali cause, occorre approfondire le ragioni della lentezza improvvisa dello smartphone. Da indagare anche se la batteria si scarica rapidamente.

Compaiono strane interferenze

Meglio non sottovalutare quando le app sul display smettono di funzionare (o funzionano male) oppure compaiono all’improvviso programmi non richiesti. Le azioni di qualche hacker possono manifestarsi anche attraverso la comparsa fulminea di pop-up, la ricezione di sms dal contenuto trappola e la difficoltà ad accedere ai siti Internet perché veniamo indirizzati verso altri portali.

Le chiamate sono disturbate

Se troppo spesso si interrompono le telefonate in corso, oppure si avvertono strani disturbi della linea, ci può essere qualcosa di insolito, che andrà verificato. Un passo da compiere dopo aver controllato con la propria compagnia telefonica che non vi siano disservizi sulla rete.

I consumi decollano 

Un segnale che gli hacker si sono impossessati del telefono può arrivare dalle bollette stratosferiche e da un forte innalzamento del traffico dati rispetto al consumo abituale.

Come difendersi

Non esistono smartphone più sicuri di altri. L’unica strategia di difesa consiste nel diffondere il numero di cellulare il meno possibile. Stare in guardia, però, si può, sia verificando periodicamente il traffico dati, per tenere sotto controllo il consumo, sia proteggendo le password evitando che vengano memorizzate sulla cronologia del telefono. Da evitare anche il gesto di annotare sullo smartphone le credenziali di accesso a dati sensibili (per esempio, della banca). Un’altra accortezza consiste nel disattivare il bluetooth quando non serve e renderlo individuabile attraverso l’assegnazione di un nome solo a cellulari conosciuti. Sono più sicuri i telefoni che si “sbloccano” tramite il riconoscimento dell’impronta digitale.

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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