Pishing: la falsa email di arresto dalla Procura della Repubblica

Pishing mail truffa procura della repubblica

Pishing mail truffa procura della repubblica

Attenzione alla truffa via email, la finta comunicazione di arresto da parte della Procura della Repubblica

Negli ultimi mesi stiamo assistendo ad una e propria invasione, nelle nostre caselle di posta elettronica, di false email ascrivibili al fenomeno noto come pishing. Truffe online attraverso le quali sottrarre denaro ad ignari utenti, far loro sottoscrivere abbonamenti non richiesti o, ancor peggio, impossessarsi del loro Pc impedendo loro di utilizzarlo se non a fronte del pagamento di una somma di denaro. L’ultima truffa online di questo tipo ha spaventato migliaia di utenti, che si sono visti recapitare nella propria casella email un messaggio proveniente, almeno all’apparenza, dalla Procura della Repubblica. Il contenuto della mail è preoccupante: “La presente per comunicarle che il suo patrimonio immobiliare, così come il suo conto corrente bancario, verranno posti in arresto con l’accusa di mancato pagamento delle imposte e concorso in riciclaggio di denaro, ad effetto della causa 06291541. L’arresto entra in vigore dal 31 maggio 2016“. E ancora: “In caso di condanna le verrà confiscata ogni proprietà e rischia fino a 15 anni di reclusione“.

La mail truffa ha colpito un po’ in tutta Italia, da nord a sud, e centinaia di utenti hanno immediatamente postato i suoi contenuti sui social network per condividerli con gli altri utenti e metterli in guardia. Non tutti però hanno capito subito che si trattava di una truffa online e numerose persone si sono addirittura spaventate, pensando che di lì a breve avrebbero potuto perdere tutto e addirittura finire in carcere. C’è chi ha dichiarato di aver vissuto istanti di vero panico: in realtà l’obiettivo dell’ email è quello di portare il destinatario ad aprire l’allegato. In questo modo vengono installati una serie di malware nel pc dell’ignaro utente, che sottragono dati personali ed altre informazioni. Un tentativo di truffa molto grave, in quanto va a far leva sulla paura delle persone nel ricevere quella che sembra essere una comunicazione istituzionale.

Il fenomeno sta interessando l’Italia da circa tre settimane, con migliaia di casi segnalati alla Polizia Postale. Anche Aduc ha già provveduto a denunciare l’ennesimo caso di pishing alla Polizia Postale, stilando poi un vademecum per ricordare agli utenti come comportarsi in questi casi. Anzitutto è necessario diffidare da qualsiasi mail che richiede l’inserimento di dati personali riguardanti i propri mezzi di pagamento, tanto più se scritte in italiano poco chiaro; anche per quanto riguarda le richieste di cambio password, le comunicazioni di vincite inattese, di particolari promozioni o gli avvisi di verifiche o controlli, è necessario evitare sia di rispondere all’ email che di aprire l’eventuale allegato, oltre che cliccare sui link presenti nella mail. Inoltre è importante denunciare l’accaduto salvandosi una copia della mail, il mittente e l’orario di ricezione della missiva.

Daniele Orlandi

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Daniele Orlandi

Giornalista pubblicista, mi occupo di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collaboro con testate giornalistiche (quotidiani e settimanali, cartacee e online) e sono specializzato in comunicazione sul web, S.E.O., contenuti editoriali indicizzabili sui principali motori di ricerca, comunicazione in real time. Lavoro da tempo con il team di Articoliinvendita, occupandomi della creazione di contenuti editoriali per il web e la carta stampata.

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