Recensioni online: come riconoscere quelle fasulle

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Quando si compra un oggetto o si prenota una vacanza su Internet consultare le opinioni degli altri è diventato un gesto irrinunciabile, una sorta di garanzia contro eventuali problemi. Alcuni noti portali per prenotare viaggi online e soggiorni come eDreams ed Expedia, ma anche i siti e-commerce  Amazon e eBay ci tengono a mettere bene in evidenza le recensioni degli utenti, come le opinioni di chi ha già provato il servizio e ha lasciato il suo commento. Il colosso del turismo TripAdvisor ha costruito la sua fortuna proprio sulla condivisione di consigli e pareri, toccando l’anno scorso il record storico di 125 milioni di “feedback” postati dai clienti.

Commenti e consigli, però, dovrebbero sempre essere letti e soppesati con attenzione. Attorno alle recensioni online, negli ultimi anni, è cresciuto un business illegale, basato sulla compravendita delle valutazioni. Secondo uno studio condotto dall’Università dell’Illinois, addirittura un terzo di quelle pubblicate sarebbero false, cioè studiate e postate ad hoc per convincere i lettori a prenotare o acquistare un servizio. Le recensioni fasulle sono così diffuse che, a Maggio scorso, l’Antitrust ha aperto un’indagine proprio su TripAdvisor, per verificare se il portale adotta le misure necessarie a contrastare il fenomeno.

Per commercianti, albergatori e tour operator, una recensione positiva vale una fortuna. Secondo uno studio della Harvard Business School, una stellina in più può portare ad un ristorante un aumento degli incassi tra il 5 e il 9%. Meglio ancora se il voto positivo è su siti come TripAdvisor: in questo caso, una stella può permettere ad un albergo di alzare i suoi prezzi dell’11% senza perdere clienti. Imparare a riconoscere i post falsi e a interpretare quelli veritieri è fondamentale, basta seguire qualche semplice accorgimento.

 Individuare i consigli buoni

–       Vai a caccia di “mezze stelline”: se devi scegliere tra decine di feedback, seleziona quelli di coloro che si sono presi la briga di dare un voto con un mezzo punto. Di solito lo fanno soltanto i più pignoli, che sono però i più affidabili;

–       Non fermarti alle “stelline”: il voto e le stelline che appaiono vicino all’oggetto da acquistare o al ristorante da prenotare rappresentano la media di tutti i giudizi postati. Se i post sono troppo pochi, per esempio due o tre, il voto non vale nulla. Puoi davvero fidarti del voto complessivo solo se il numero delle recensioni va da 30 in su, 50 se si tratta si un prodotto. Un alto numero di commenti è anche indice di popolarità;

–       Cerca l’esperto: se quello che stai per acquistare è un prodotto tecnologico, non limitarti ai giudizi degli altri consumatori, piuttosto cerca in rete la recensione di un esperto, che può aiutarti a capirne di più;

–       Ascolta chi ti assomiglia: chi scrive soltanto: “questo post è una figata”, non è il più attendibile dei valutatori. Prediligi piuttosto i giudizi di chi entra nel dettaglio, e vai alla ricerca di quelli postati da chi ha condiviso un’esperienza simile alla tua. Ad esempio, se hai figli, scarta il feedback di chi ha trascorso in quell’albergo una vacanza da single;

–       Contatta gli altri clienti: hai scelto un albergo e vuoi approfondire la qualità del servizio che offre? Clicca sul nome utente di chi ha scritto un’opinione interessante e, se compare il suo nome vero, cercalo su Facebook. Puoi inviargli un messaggio personale e fargli qualche domanda in più sull’argomento. Vai anche sulla pagina Facebook della struttura o del marchio di quel prodotto e cerca i feedback direttamente lì.

Smascherare le opinioni fittizie

–       Analizza chi recensisce: i professionisti della falsa recensione danno di solito pareri su alberghi e ristoranti distanti migliaia di chilometri, nell’arco di poche ore. Fai clic sul profilo di chi scrive, verifica dati e orari delle sue opinioni: i falsari sono capaci di fare colazione a Roma, pranzo a Pechino e cena a Los Angeles. Diffida anche da chi ha al suo attivo un solo giudizio, può trattarsi di un profilo creato ad hoc;

–       Osserva il linguaggio: aggettivi altisonanti, come indimenticabile oppure stupefacente, e l’abuso di molto e moltissimo sono i primi indizi per individuare un giudizio falso. Se trovi un termine inusuale o eccessivamente positivo, effettua una ricerca nella pagina (dal menu “modifica” dei pc o “composizione” dei computer Mac). Se quel vocabolo si ripete più volte, magari a firma di persone diverse, forse è il caso di avere qualche sospetto;

–       Occhio alle recensioni negative: non è cosa rara che i clienti si vendichino attraverso lo strumento della Rete contro il commerciante o l’albergatore, magari per un mancato trattamento di favore. Quando noti un’opinione esageratamente negativa, confrontala con i pareri pubblicati negli stessi giorni. Controlla anche cosa ha scritto l’utente in altre occasioni, in modo da calibrare la sua capacità critica;

–       Cerca la replica del gestore: non sempre i gestori si confrontano con chi esprime opinioni non condivisibili. Ma una replica garbata induce a pensare che un’esperienza negativa costituisca l’eccezione che conferma la regola. Ricorda che un venditore difficilmente può scrivere bugie (il rischio è di essere sommerso di smentite), mentre una sua risposta può smascherare un intervento palesemente falso, come una recensione riferita al giorno di chiusura di un ristorante;

–       Scarta i giudizi-fotocopia: alcuni falsi utenti si registrano con diversi nickname. Se noti molti feedback postati a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, con punteggi e contenuti simili, non è un buon segno. Incrocia anche le informazioni e le eventuali foto, possono essere utili per farti un’idea della veridicità di un post.

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci

 

 

 

 

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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