Scandalo Expo, ai domiciliari l’ex commissario Antonio Acerbo

I cantieri d Expo 2015

I cantieri d Expo 2015, foto expo2015notizie.it

 

L’Expo torna a far parlare di sè per gli scandali legati agli appalti pilotati, nei giorni scorsi l’ex sub-commissario Antonio Acerbo è finito ai domiciliari
Si torna a parlare di Expo con un nuovo scandalo, a poco meno di 200 giorni dall’avvio dell’attesa Esposizione Universale dedicata al tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita che avrà luogo a Milano tra il 1 maggio e il 31 ottobre 2015. L’ex sub-commissario Expo e responsabile del Padiglione Italia Antonio Acerbo è finito ai domiciliari con le accuse di turbativa d’asta e corruzione in merito all’appalto legato al progetto delle Vie d’Acqua. La decisione è stata presa dal gip Fabio Antezza accogliendo anche le richieste formulate da pm Antonio d’Alessio e Claudio Gittardi in merito all’imprenditore Giandomenico Maltauro, cugino di Enrico e per l’ex direttore commerciale della Tagliabue Andrea Castellotti, che ricopriva il ruolo di facility manager per Padiglione Italia.

Entrambe, come Acerbo, si trovano ai domiciliari mentre per quanto riguarda Enrico Maltauro, da poco scarcerato, è stata respinta la richiesta di arresto. Perchè Acerbo è ai domiciliari? secondo l’accusa si sarebbe occupato lui della gara d’appalto per le Vie d’Acqua studiandola in modo da favorire la Tagliabue e la Maltauro e chiedendo in cambio contratti per la società di consulenza Ace, che vede tra i soci il figlio Livio, indagato per riciclaggio. Insomma uno scambio di favori sfruttando i lavori per Expo 2015 con un Acerbo pienamente coinvolto nella vicenda illecita tanto che secondo il gip mostrerebbe “una straordinaria capacità di gestione degli affari illeciti”, oltre a mettere “a disposizione di imprenditori collusi la propria pubblica funzione” in Expo “con forme e modalità professionali ed imprenditoriali quanto a giro d’affari e a tecniche di procacciamento delle provviste, anche con il consolidato schema illecito dei fittizi contratti di consulenza con la Maltauro e la Tagliabue”.

Gli inquirenti hanno focalizzato la loro attenzione su due contratti in particolare, uno dei quali stipulato nell’aprile 2012 dalla Maltauro e del valore di 36.000 euro, legato alla riqualificazione dell’area delle scuderie De Montel in zona San Siro. Il secondo contratto invece non sarebbe stato stipulato ma soltanto promesso dal titolare della Tagliabue Giuseppe Asti. Ma stando a quanto emerso dalle indagini, il figlio di Acerbo puntava a ricevere da Giandomenico Maltauro somme di denaro ben più alte, almeno dieci volte superiori a quanto inizialmente concordato, ovvero circa 300.000 euro. Per questo Enrico Maltauro avrebbe, insieme al cugino, deciso in quale modo affrontare la richiesta di un maggior quantitativo di denaro, tenuto conto dell’aiuto fornito loro da Acerbo nella gara sulle architetture di servizi e su questa questione stanno indagando gli inquirenti dal momento che la Maltauro Spa si è poi nei fatti aggiudicata la gara. Una vicenda che mette in ombra i valori intorno ai quali un progetto come Expo dovrebbe essere saldamente ancorato.

Daniele Orlandi | Tutti i diritti riservati

Daniele Orlandi

Giornalista pubblicista, mi occupo di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collaboro con testate giornalistiche (quotidiani e settimanali, cartacee e online) e sono specializzato in comunicazione sul web, S.E.O., contenuti editoriali indicizzabili sui principali motori di ricerca, comunicazione in real time. Lavoro da tempo con il team di Articoliinvendita, occupandomi della creazione di contenuti editoriali per il web e la carta stampata.

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