Superano il concorso pubblico ma niente assunzione

Concorso pubblico-fonte foto: goodmorningumbria.wordpress.com

Concorso pubblico-fonte foto: goodmorningumbria.wordpress.com

Risultare vincitore di un concorso pubblico è una chimera per molti. Poi, quando finalmente si realizza, può addirittura succedere di non aver diritto all’assunzione. In Italia esiste un “esercito” di circa 87 mila persone che, pur avendo regolarmente vinto un concorso indetto dallo Stato o enti pubblici per coprire diverse mansioni, in realtà non vengono assunte perché risultate in eccesso rispetto ai posti disponibili. In gergo si chiamano “idonei non vincitori”, e possiedono tutti i requisiti necessari per entrare a far parte della “macchina statale”.

Fino a qualche mese fa lo Stato non era al corrente di quanti fossero gli idonei non vincitori, oggi invece i numeri ci sono: le persone in attesa di essere assunte avendo vinto un concorso pubblico equivalgono agli abitanti di una cittadina di medie dimensioni, quale ad esempio Como.

Nelle graduatorie del comparto sanitario ci sono 31 mila idonei in attesa di ricoprire il ruolo ricercato, mentre negli enti locali il numero sale a 36 mila. Una situazione a dir poco paradossale (e oserei definire, tipicamente italiana) cui si è cercato di porre una soluzione nel 2013, con la riforma D’Alia, che aveva proposto di fermare i concorsi pubblici fino a completo assorbimento dei posti destinati agli idonei.

In effetti indire nuovi concorsi pubblici senza smaltire prima le persone in attesa è contrario al criterio del risparmio e del buon senso. Il ministro Marianna Madia ha eliminato, nei mesi scorsi, il c.d. vincolo capitario, che consiste nel non tenere in considerazione il numero dei pensionamenti ma solo i soldi che vengono risparmiati, liberando così tre posti con un dirigente collocato a riposo.

Ai fini delle nuove assunzioni questo metodo si è rivelato efficace. Ma poi, con l’ultima legge di Stabilità emanata a fine 2014, il Governo ha deciso di interrompere le assunzioni degli idonei fino al 31 Dicembre 2016. Proprio lo stesso giorno scadrà la proroga delle graduatorie fissate dalla legge D’Alia. L’11 Febbraio scorso i vincitori idonei sono scesi in piazza a Montecitorio per difendere i loro diritti calpestati. Si auspica al più presto un’incisiva soluzione di questo problema, visto che non ci sono concorsi pubblici che non abbia provocato le sue “vittime”.

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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