Truffa edilizia sociale, il caso Alisei

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Assicurare una casa a chi non ce l’ha, dare un tetto alle migliaia di famiglie italiane che non possono permetterselo: si chiama Housing sociale, e consiste nel finanziare progetti di costruzione di alloggi popolari per i ceti meno abbienti. Un tempo, questo si faceva attraverso interventi di edilizia sociale e pubblica delle Amministrazioni comunali o enti pubblici.

Oggi, che il settore pubblico ha sempre meno risorse, spuntano come funghi iniziative come questa che,a volte, vengono gestite da persone assolutamente indegne e animate dal solo desiderio di lucro. L’housing sociale si attua attraverso la condivisione di progetti che coinvolgono sia il pubblico che il privato.

Purtroppo, in Italia, capita spesso che le migliori intenzioni spariscano di fronte alla prospettiva di guadagni facili e consistenti. Nello specifico, parliamo di una ONG (Organizzazione non governativa), la Alisei, che ha avviato una serie di cantieri in diverse zone di Italia senza portarli a completamento e truffando le centinaia di famiglie che speravano in una risoluzione del problema “casa”.

La Alisei ONG, che si occupa di cooperazione allo sviluppo e aiuti umanitari anche all’estero, in Italia ha creato progetti di edilizia sociale di autocostruzione assistita. In pratica, attraverso la guida e il coordinamento di professionisti, un gruppo di persone o famiglia si unisce per realizzare, nel tempo libero, la propria abitazione, sfruttando le più moderne e consolidate tecnologie e modalità di costruzione.

Un progetto del genere, che Alisei avrebbe dovuto realizzare con finanziamenti pubblici, è stato avviato nel 2006 a Ravenna. Le famiglie hanno lavorato in questo cantiere per circa tre anni, poi da un giorno all’altro si è tutto fermato. Non è l’unico cantiere lasciato incompleto da Alisei, che si vanta di assistere le famiglie di auto costruttori da più di dieci anni. Su trenta cantieri avviati su tutto il territorio nazionale, solo la metà è stato ultimato.

In alcuni casi, sono gli auto costruttori a finire i lavori, sobbarcandosi costi ingenti: altro che edilizia sociale! Nonostante le famiglie (come è successo appunto a Ravenna, ma anche a Cremona, Padova, Caserta e Napoli) siano state selezionate tramite un bando pubblico, ora si ritrovano, dopo quattro anni, senza casa e con debiti bancari.

Ma ci chiediamo allora: posto che la Alisei ONG ha trovato sicuramente una scappatoia per starsene sicura e truffare altra gente che ha bisogno di una casa per vivere, cosa stanno facendo i Comuni per queste povere famiglie? Intanto, per tutelare gli interessi di chi è stato truffato, e affinchè queste situazioni vengano rese note e denunciate, il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo ha promesso che porterà la vicenda in discussione al Senato.

Cristiana Lenoci

Daniele Orlandi

Giornalista pubblicista, mi occupo di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collaboro con testate giornalistiche (quotidiani e settimanali, cartacee e online) e sono specializzato in comunicazione sul web, S.E.O., contenuti editoriali indicizzabili sui principali motori di ricerca, comunicazione in real time. Lavoro da tempo con il team di Articoliinvendita, occupandomi della creazione di contenuti editoriali per il web e la carta stampata.

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