Truffa olio d’oliva, arriva il tarocco made in Italy

Ulivi pugliesi- fonte foto: 123puglia.it

Ulivi pugliesi- fonte foto: 123puglia.it

Non è stata una buona annata, per l’olio italiano. La siccità e la mosca che ha attaccato gli ulivi hanno compromesso gravemente la produzione. Purtroppo da questa situazione hanno tratto vantaggio imbroglioni e truffatori. 

La crisi della produzione olearia nell’anno 2014 è diventata terreno fertile per la realizzazione di truffe eclatanti: è la Coldiretti a lanciare l’allarme, ma a conferma di questo vi è anche la testimonianza di alcuni produttori importanti del settore oleario. Le regioni italiane in cui avvengono i peggiori scandali in questo settore sono la Puglia e la Calabria.

La cosa assurda è che protagonisti di queste truffe sono proprio gli olivicoltori. Alcuni di questi, per integrare i guadagni falsificano le fatture. Ed ecco che accade puntualmente che, mentre sulla carta si certifica un quintale di olio italiano, nella realtà si tratta della stessa quantità di olio prodotto all’estero. Oppure, il che è anche peggio, viene utilizzato l’olio prodotto dalle sanse, ossia dagli scarti.

Con questo sistema delle fatture false entra nel nostro Paese olio estero di cattiva qualità e ne esce come se fosse raccolto e molito nei nostri frantoi. Purtroppo l’olio fasullo ha conquistato un mercato assai ampio, per lo più costituito da ignari consumatori. A bordo di navi tunisine e turche arrivano almeno sei milioni di litri di olio, e di questi almeno due milioni escono fuori dall’Italia con un’etichetta taroccata di olio made in Italy. L’olio sbarca poi in America e nei Paesi Europei, con grave pregiudizio per il pregio e la qualità del nostro prodotto.

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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