Virus che chiede il riscatto, è boom di segnalazioni alla polizia postale

Virus che chiede il riscatto

Virus che chiede il riscatto, foto digitalic.it

Ha colpito piccole imprese e grandi società, enti pubblici e utenti, il virus che chiede il riscatto che sta infettando migliaia di pc

Nuovo allarme informatico per un virus che sta dilagando via web. Si tratta di un virus ‘che chiede il riscatto’, comparso oltre un anno fa ma che nell’ultimo periodo si sta diffondendo su larga scala, infettando i pc di semplici utenti, associazioni, enti pubblici, piccole imprese e grandi società di import/export. Nella fattispecie il cosiddetto ransomware, è un virus in grado di bloccare il contenuto del personal computer e chiedere ‘come riscatto’ la somma di 500 euro per la sua rimozione. Nelle ultime ore la polizia postale della Toscana ha ricevuto un vero e proprio boom di segnalazioni di utenti ma anche titolari di imprese, che hanno segnalato di essere stati infettati dal virus che mette a rischio i dati sensibili e di archivio, con la possibilità di provocare addirittura una paralisi lavorativa.

Ed è proprio la paura di perdere tutto che spinge molti utenti, ma soprattutto i titolari delle aziende, a pagare la somma di denaro effettuando le transazioni in bitcoin. Questa moneta online infatti garantisce operazioni completamente anonime andando ad alimentare un giro di denaro sommerso di grandi proporzioni. Nonostante molte vittime abbiano pagato il ‘riscatto’ per evitare di dover attendere troppo a lungo, in molti hanno poi segnalato l’infezione del virus alla polizia postale che ha così avviato le indagini. Tra gli altri anche alcuni piccoli comuni del fiorentino sono stati attaccati dal virus che ha bloccato l’accesso alle banche dati spingendo i sindaci a presentare tutti insieme denuncia. La tipologia di virus è simile agli attacchi messi a segno dagli hacker russi che bloccavano a distanza gli iPhone chiedendo poi un riscatto per la riattivazione. Negli ultimi mesi questo fenomeno è cresciuto su vasta scala ed in Italia ha interessato, in particolare, la regione Toscana. Una vera e propria minaccia che arriva via mail, con un messaggio che fa riferimento ad un presunto acquisto effettuato online e alle operazioni da seguire per la spedizione.

La vittima viene infettata nel momento in cui clicca su un link che dovrebbe fornire ulteriori informazioni ma a quel punto si installano automaticamente sul pc una serie di programmi, che infettano il computer criptando i dati e mostrando una finestra con la richiesta di riscatto e un tempo entro e non oltre il quale effettuate il pagamento. Ricordiamo dunque: aprite i messaggi di posta elettronica solamente quando siete certi del mittente effettuando con regolarità un backup completo dei vostri dati. Evitate di pagare e denunciate sempre questo tipo di attacchi per evitare di alimentare il sommerso, una vera e propria manna per gli hacker.

Daniele Orlandi | Tutti i diritti riservati

Daniele Orlandi

Giornalista pubblicista, mi occupo di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collaboro con testate giornalistiche (quotidiani e settimanali, cartacee e online) e sono specializzato in comunicazione sul web, S.E.O., contenuti editoriali indicizzabili sui principali motori di ricerca, comunicazione in real time. Lavoro da tempo con il team di Articoliinvendita, occupandomi della creazione di contenuti editoriali per il web e la carta stampata.

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