WhatsApp a pagamento, è un messaggio bufala

WhatsApp a pagamento, è un messaggio bufala

WhatsApp a pagamento, è un messaggio bufala, foto twitter

Whatsapp a pagamento? da giorni circola tra gli utenti uno strano e sospetto messaggio, vediamo di cosa si tratta

Il servizio di messaggistica istantanea WhatsApp, utilizzato da milioni di utenti in tutto il mondo, è un vero e proprio catalizzatore di messaggi bufala. Proprio perché così diffuso, WhatsApp risulta preso di mira anche per attività di phishing, una tipologia di truffa legata al mondo del web, attraverso la quale si cerca di trarre in inganno la vittima facendo in modo che fornisca informazioni personali e dati sensibili. E’ da qualche giorno che gira un messaggio relativo a WhatsApp a pagamento. Di cosa si tratta? e corrisponde al vero o Whatsapp a pagamento altro non è che una bufala?

“Sabato mattina whatsapp diventerà a pagamento se hai almeno dieci contatti manda questo messaggio a loro. C.osì risulterà che sei un utilizzatore assiduo il tuo logo diventerà blu e resterà gratuito.  (ne hanno parlato al tg).

Whatsapp costerà 0,01€ al messaggio. Mandalo a dieci  persone. Salve siamo Andy e Jonh i direttori di watsapp. Qualche mese fà vi abbiamo avvertito che da quest’ estate watsapp non sarebbe stato più gratuito; noi facciamo sempre ciò che diciamo, infatti, le comunchiamo che da oggi watsapp avrá il costo di 1 euro al mese. Se vuole continuare ad utilizzare il vostro accaunt gratuitamente invi questo messaggio a 20 contatti nella  sua rubrica, se lo farà, vi arriverá un sms dal numero: 123#57 e vi comuncheranno che watsapp per LEI è gratis!!! GRAZIE…. e se non ci credete controllate voi stessi sul nostro sito […]. ARRIVEDERCI. Quand o lo farai la luce diventerà blu.  (se nn lo manderai l’agenzia di whatsapp ti attiverà il costo ).

Chi conosce bene WhatsApp sa che può essere scaricato gratuitamente da Apple Store o Google Play (a seconda dello smartphone utilizzato) e che il suo utilizzo resta gratis per dodici mesi. Dopo di che Whatsapp diventa a pagamento, al costo di 0,79 centesimi di euro all’anno. Il messaggio bufala che molti utenti stanno ricevendo cita il costo di 0,01 centesimi di euro a messaggio più 1 euro di abbonamento mensile. Basta leggerlo con attenzione e subito balzano agli occhi numerosi errori di grammatica e/o battitura. Se il messaggio fosse stato inviato in maniera ufficiale questi errori non sarebbero stati presenti.

E’ altrettanto intuibile che un comunicato ufficiale non arriverebbe agli utenti tramite un messaggio. Chi sono poi Andy e Jonh, spacciati per i direttori di WhatsApp? Altro campanello d’allarme che fa pensare ad una bufala ben congegnata è la frase “e se non ci credete controllate voi stessi sul nostro sito […].

La frase non è certo quella tipica di una comunicazione ufficiale, mentre l’indirizzo del sito è errato. Più che un semplice errore di battitura, qui siamo proprio dinanzi ad un dominio inesistente, o meglio registrato nel 2010 ed utilizzato per fare cosa? Da una ricerca effettuata emerge inoltre che il riferimento a tali fantomatici Andy e Jonh sia stato già utilizzato nel 2005 per una situazione simile accaduta a MSN. Insomma Whatsapp a pagamento altro non è che una bufala ben congeniata. Certo, il servizio si paga annualmente, ma la tariffa relativa al rinnovo è davvero molto bassa e,soprattutto, non nasconde alcuna truffa.

Quando vi arriva un messaggio di questo tipo, è consigliabile verificare l’attendibilità della fonte prima di compiere qualsiasi operazione (soprattutto, evitate di utilizzare link). Le bufale corrono veloci sul web ed anche su WhatsApp, quindi conviene tenere sempre gli occhi ben aperti. Il consiglio è quello di fare affidamento, per ogni aggornamento o notizia, unicamente sulla pagina ufficiale di Whatsapp.

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci

 

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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